Condivido un post di Massimo Carrano

IL BATTERISTA E L' IGNORANZA SELETTIVA

Nelle conversazioni tra batteristi capita di menzionare più volte alcuni nomi, sempre gli stessi, e di tralasciare la citazione di artisti importanti. Spesso si fa a gara per dimostrarsi competenti ed aggiornati comparando le nuove tendenze con i capiscuola, ed i capiscuola sono sempre gli stessi, cosí le nuove tendenze diventano sempre meno nuove.
Certo non si può negare la eclatante bravura di Roberto, il suono di Lele, la creatività di Tullio...ma, ve possino ammazzavve, ci fosse un cazzo di qualcuno in grado di menzionare, per dirne uno, Vittorio Riva per dargli un posto di rilievo nel gotha della batteria nazionale . Succede pure quando parliamo degli stranieri: Elvin, Art, Buddy...ma per sentire chiamato in causa il genio di Shelly Manne, deve intervenire nella discussione Piero Angela.
Eppure io parlo con gente competente, mica cazzi, fior fior di artisti in carriera, genti che, per dirla come direbbero a Berkeley, lo strumento "lo magna e lo caca". Eppure..
Mi chiedo: Non sarà che se nomini uno più giovane di te, o fuori dal giro consueto senti il tuo prestigio sminuito o in pericolo?
Curiosità - zero
Umiltà - manco per cazzo
Cultura-tracce.

Sono anni che seguo un batterista che (per certe cosette) fu anche un mio studente; era un mostro a vent'anni ed io osservandolo pensavo:"
Si j'aregge la capoccia, di questo sentiremo parlare".
La capoccia "j'ha rètto".
Dopo aver primeggiato come batterista di metallo pesante, dopo essersi diplomato in percussioni classiche, dopo aver vinto concorsi internazionali di tamburo rullante, s'è messo a suonare il jazz, frequentando il quale tiene da anni alto il nome della musica italiana in tournée in tutto il mondo. Eppure, ogni volta che lo nomino, mi tocca spiegare chi sia a cultori dello strumento che non sanno quanto siano meno cultori nel non conoscerlo o, peggio, nel non menzionarlo pur conoscendolo.
L'altro giorno ho comprato "don't quit", il suo ultimo disco e mi sono deciso a scrivere sto lamento; perché Dario Congedo , musicista e compositore Leccese, dopo aver pubblicato questo lavoro, dove stabilisce nuovi orizzonti del drumming e della timbrica batteristica , deve salire al labbro di chiunque parli di batteria. Altrimenti poi ci lamentiamo che gli italiani non vengono considerati degni dei nomi stranieri, che nelle rassegne chiamano solo gli americani, e rompiamo il cazzo perché a Umbria jazz vanno sempre gli stessi; e pure che le clinic so' tutte uguali perché le fanno sempre i soliti.
Se non facciamo girare i nomi dei migliori tra noi, contribuiamo a quell'appiattimento della scena musicale dove sguazzano le lobby, magari mascherate da finte associazioni di categoria, e permettiamo alle mafiette di imperversare come navi da guerra nello stagno culturale nel quale ci siamo ridotti a vivere.

 

https://www.facebook.com/dario.congedo.1